|
|
|
|
Breve studio di Ettore e Rossella Presentazione ….. desiderio di condividere qualche breve riflessione
– che richiederebbe molto tempo e che ci vede disponibili, Un
bell’esempio della responsabilità dei genitori di far conoscere il Signore e
la sua opera ai figli, affinché amino il Signore, è contenuto nel Salmo
78:3-7 Quel che abbiamo udito e conosciuto, e che i nostri padri ci hanno
raccontato, non lo nasconderemo ai loro figli; diremo alla generazione futura le
lodi del SIGNORE, la sua potenza e le meraviglie che egli ha operate. 1. L’amore di Dio Il
comportamento di Dio come Padre verso il figlio Osea 11:1-9 Un
Padre che ama disperatamente il figlio Un Padre con un figlio difficile
Io
l’ho chiamato a me ma lui si è allontanato Le
promesse del Padre ad un figlio lontano
Osea 14:1-8
Oh
figlio torna da me tuo padre Dio
come Padre: Il suo metodo Ebrei 12:4-6
Il
Signore ti disciplina
non disprezzarla La
disciplina
aiuta ad affrontare le difficoltà della vita La
punizione come la correzione quando la deviazione persiste. Le sue motivazioni Ebrei 12:6-11
Perché
ti ama La
Parola formatrice di Dio
Il suo metodo 2 Timoteo 3:16
·
Insegnare:
le verità più profonde dottrinali e morali ·
Riprendere:
per evitare il male, l’uomo è
messo davanti allo specchio della propria natura e della santità di Dio. Il
peccato è denunciato in modo chiaro e visto in tutta la sua portata. ·
Correggere:
raddrizzare idee, principi, atti per
uniformarli alla volontà di Dio ·
Educare: può
anche essere tradotta “addestrare” o “formare” e parla di una “disciplina
continua prolungata”, attraverso precetti, esempi, esortazioni. Il suo scopo 2 Timoteo 3:17
·
Renderti un uomo di Dio: un uomo che conosce Dio e conosce se stesso, che ascolta
Dio attraverso la Bibbia ·
Renderti completo: completo vuol dire
“finito”, pronto per essere usato allo scopo per cui è stato preparato: ·
Renderti pronto all’opera di Dio: pronto significa “ben equipaggiato”
oppure “ben addestrato”. 3.
Il ruolo del genitore e del figlio nella famiglia Il ruolo del genitore (Efesini 6:4; Colossesi 3:21) anche
se la frase si indirizza ai padri pensiamo che riguardi la coppia, tuttavia il
padre è responsabile sulla moglie e sui figli e rappresenta la famiglia. Ø
non irritare
(esasperare) i figli: ministero di incoraggiamento ·
l’irritazione
deriva da un trattamento duro in modo irragionevole, troppo autoritario ·
oppure da
mancanza di autorità, non si sentono sicuri, non trovano confini ·
ma anche da
comportamenti dettati da parzialità e favoritismo (tra fratelli per esempio) ·
il figlio
irritato si perde d’animo perché vede un’ingiustizia ·
l’obbedire
ai genitori diventa un conflitto interiore di difficile soluzione ·
il Signore
vuole che il bambino sia educato alla vita secondo i principi del Signore
indicati nella sua Parola ·
il bambino
deve essere ammaestrato e disciplinato nei vari aspetti della vita sapendo quali
sono le esigenze del Signore ·
il bambino
deve essere formato nei vari stadi della crescita, imparando a conoscere sempre
meglio il Signore Ø
allevateli
nell’ammonimento del Signore: ministero della formazione spirituale ·
il termine
greco indica “istruzione formale” o anche “impiantare nella mente” che
nell’ebraico corrisponde ad “inculcare” (Deu 6:7) ·
fornire tutto
quello che serve a comprendere i benefici di conoscere ed amare il Signore ed i
rischi di non ascoltarlo e disprezzarlo. L’espressione
“del Signore” si potrebbe intendere: ·
disciplina e
ammonimento che vengono dal Signore ·
che
riguardano le cose del Signore ·
che il
Signore stesso ispira Il ruolo del figlio (Efesini 6:1-3: Colossesi 3:20) Ø
obbedire ai
genitori in ogni cosa nel Signore
a. obbedire ·
è una legge
di natura per la crescita sana ed equilibrata del bambino che diventerà uomo ·
è ordinato
dalla Parola di Dio. Questa espressione è utilizzata per tutti i ruoli
subordinati: L’uomo a Cristo, la donna all’uomo, il servo al padrone. Con
l’obbedienza prendi una posizione sottomessa all’autorità che il Signore ha
stabilito per il ruolo di figlio. ·
è realizzato
da Gesù stesso durante la sua vita terrena (Luca 2:51)
b. in ogni cosa ·
significa che
non c’è un ambito o un età particolare per l’obbedienza, fintanto che il
figlio vive coi genitori è sotto la loro responsabilità ed autorità ·
significa
sottomissione alle regole della famiglia, ai bisogni della famiglia
c. come al Signore ·
per capirne i
non confini dell’obbedienza basta pensare a quella verso il Signore ·
l’obbedienza
al Signore deve essere pronta ed immediata, senza discussioni Ø
onora padre e
madre per il tuo bene ·
la promessa
del 5° comandamento è per la vita presente: felicità e prospera vecchiaia.
Quello che hai fatto tu ai tuoi genitori lo riceverai a tua volta dai tuoi figli ·
ma anche per
la vita futura: una vita eterna. Chi mette in pratica la legge di Dio ama Dio ed
è amato da lui (1 Giovanni 5:3) ·
il
comandamento abbraccia sia il ruolo paterno che quello materno, non ci devono
essere distinzioni nel livello di onore, anche se nel ruolo di coppia esiste
un’autorità differente 4. L’atmosfera familiare “Questi
sono i comandamenti, le leggi e le prescrizioni che il SIGNORE, il vostro Dio,
ha ordinato di insegnarvi, perché li mettiate in pratica nel paese nel quale vi
preparate a entrare per prenderne possesso, così che tu tema il tuo Dio, il
SIGNORE, osservando, tutti i giorni della tua vita, tu, tuo figlio e il figlio
di tuo figlio, tutte le sue leggi e tutti i suoi comandamenti che io ti do,
affinché i tuoi giorni siano prolungati. Ascoltali
dunque, Israele, e abbi cura di metterli in pratica, affinché venga a te del
bene e vi moltiplichiate grandemente nel paese dove scorrono il latte e il
miele, come il SIGNORE, il Dio dei tuoi padri, ti ha detto. Ascolta,
Israele: Il SIGNORE, il nostro Dio, è l'unico SIGNORE. Tu
amerai dunque il SIGNORE, il tuo Dio, con tutto il cuore, con tutta l'anima tua
e con tutte le tue forze. Questi
comandamenti, che oggi ti do, ti staranno nel cuore; li inculcherai ai tuoi
figli, ne parlerai quando te ne starai seduto in casa tua, quando sarai per via,
quando ti coricherai e quando ti alzerai. Te
li legherai alla mano come un segno, te li metterai sulla fronte in mezzo agli
occhi e li scriverai sugli stipiti della tua casa e sulle porte della tua città. Farai
ciò che è giusto e buono agli occhi del SIGNORE, affinché venga a te del bene
ed entri in possesso del buon paese che il SIGNORE giurò ai tuoi padri di
darti. Quando
in avvenire tuo figlio ti domanderà: «Che significano queste istruzioni,
queste leggi e queste prescrizioni che il SIGNORE, il nostro Dio, vi ha date?» Tu
risponderai a tuo figlio: «Eravamo schiavi del faraone in Egitto e il SIGNORE
ci fece uscire dall'Egitto con mano potente. Il
SIGNORE operò sotto i nostri occhi miracoli e prodigi grandi e disastrosi
contro l'Egitto, contro il faraone e contro tutta la sua casa,
e ci fece uscire di là per condurci nel paese che aveva giurato ai
nostri padri di darci. Il
SIGNORE ci ordinò di mettere in pratica tutte queste leggi e di temere il
SIGNORE, il nostro Dio, affinché venisse a noi del bene sempre ed egli ci
conservasse in vita, come ha fatto finora. Questa
sarà la nostra giustizia: l'aver cura di mettere in pratica tutti questi
comandamenti davanti al SIGNORE nostro Dio, come egli ci ha ordinato»”.
(Deuteronomio 6:1-25) I
diritti del fanciullo
La carta dei “ diritti del fanciullo”, non è una
conquista recente, ma un insegnamento del Signore, che però vede i
“diritti” in un altro modo…e, non tra parentesi, parla anche di doveri,
per i genitori e per i figli. In questo brano molto noto, ho ritrovato molti spunti
interessanti, utili per una riflessione sul rapporto genitori figli. Ne elenco
alcuni, non in ordine di importanza a)
Importanza di far conoscere le proprie esperienze ai figli ed ai
nipoti…. Le esperienze e gli insegnamenti spirituali della famiglia, lasciano
un segno benefico, una benedizione sui discendenti
(Timoteo in 2 Tim.
1:5) b)
I figli non sono assenti dalla vita della famiglia, anzi sono molto
presenti e vicini…e ricevono testimonianza sulle grandi cose che Dio ha
fatto per il suo popolo, per la sua famiglia, per lui stesso. c)
Circondare i figli dell’atmosfera spirituale, nella quale
pensieri ed azioni risentono della presenza di Dio d)
Importanza di obbedire a Dio ed insegnare ad obbedire e)
Al bambino, al ragazzo si comunicano valori importanti… in un
mondo privo di valori, come quello di oggi, è molto
importante trovare i punti di riferimento, precisi.. e sperimentati e
validi, soprattutto. f)
La trasmissione del ricordo, della testimonianza, è
anche importante per mantenere il legame con le radici storiche e
spirituali che in un popolo come Israele, erano legate ai continui interventi di
Dio…Passato presente e futuro, legati dalla continua e sollecita presenza di
Dio…” Quando in avvenire. Il tuo figliolo ti domanderà.. che significa
questo…..tu risponderai.. eravamo schiavi di Faraone…e l’Eterno ci trasse
dall’Egitto CON MANO POTENTE. ( Deut.6: 20-21 Giosue 4:5-7) g)
Imparare a dare gloria e riconoscenza a Dio, autore della vita e
di ogni cosa h)
Essere
felici ( Deut. 5:29;33; 6: 3,18;24) come conseguenza
dell’ubbidienza e non come ricerca a sé stante, spesso disordinata,
di un cuore confuso e ribelle i)
Importante per i genitori imparare a comunicare
esperienze spirituali ai figli: spesso tra
genitori e figli, ci sono problemi nella
comunicazione, a volte non si parla per niente; altre volte si parla ma di cose
futili o legate solo agli interessi quotidiani, o venali… questo brano e molti altri, ci
insegnano a trasmettere ai nostri
figli i valori spirituali, a parlare con loro di Dio e con Dio di loro (Giobbe
1:5; Col 1:9). j)
Sperimentare quotidianamente
insieme gli interventi di un Dio attento ed amorevole, unisce ed edifica k)
Aiuta a mettere la propria fiducia in Dio, che come ha agito in
passato ancora agirà l)
Non si “parla” di Dio in chiesa, dalle 10 alle
11 della domenica..ma in ogni occasione, in ogni momento, entrando, uscendo, lavorando o riposando, in
casa o fuori, parlando… tacendo
… lavorando o pregando…cantando o piangendo. m)
Mettere in pratica gli insegnamenti del Signore,
procura benedizioni per il presente e per il futuro
(fino alla millesima generazione ( Esodo 20:6; e Deut. 7 : 8-9; 4:40 ;
Sal. 25:12 –13; 112: 1-2; Pr.8:21; Is 61:9..) n)
Essere
sottomessi a Dio ed insegnare ad essere sottomessi ed ubbidienti,
procura gioia e permette di rendere
più pienamente servizio per il
Signore( Prov. 19: 15 e 17, 1 Tim.
3:4 ; Ef 6:1-3; Prov. 1:8; 4:1; 6:20-23; 13:1) o)
Essere genitori vuole dire
anche insegnare, trasmettere, comunicare, amare, passare del tempo con i
figli, giocare e lavorare con loro, incoraggiare e correggere…(Deut. 6:4;
12:28; Sal 78:3-7; Prov. 13:24; 19: 18;
20: 30; 22:6; 22:15; 23:13-14; 29:15; Col 3:20-21; 5. Tirare fuori dall’ambiente e
mettere le priorità di Dio L’influenza
dell’ambiente Siamo
immersi in un mondo malvagio ( tutto il mondo giace nel maligno: 1 Giov 5:19)
che manifesta ogni giorno di più la sua malvagità. Come fare? Possiamo
illuderci di riuscire a restare “neutri”, possiamo illudere che i nostri
figli possano restare neutri , quando quotidianamente ci vengono riversate
addosso tonnellate di spazzatura? Molti
luoghi comuni e pensieri del mondo si sono fatti strada nella Chiesa cioè nella
mente, nel cuore e nelle azioni di noi credenti. Vedasi
articolo di Paolo Moretti su Il Cristiano del 1/1/87 “no ad una vita
facile senza pensieri”. La
presenza educativa del genitore Noi
pensiamo che il signore domandi alle famiglie cristiane, più impegno nel campo
dell’ educazione e dell’istruzione dei figli, perché malgrado esempi
contemporanei e biblici, di ragazzi
cresciuti bene anche con una educazione sbagliata o assente, questo non ci esime
dal fare tutto il possibile per cercare di mettere in pratica ciò che Dio ci
comanda.Abbiamo tutti la tendenza a delegare un po’ tutto, ed anche
l’educazione e l’istruzione dei figli, sono delegati ad altri. Vorrei
citare un brano tolto da un libro “superlaico”: che parla di bambini
superdotati: la presenza costante dei genitori ebraici ed il loro insegnamento,
fanno sì che venga riconosciuto come uno dei motivi principali di sviluppo
dell’intelligenza nei bambini ebrei. COME LE FAMIGLIE INFLUENZANO I BAMBINI
L’influenza
dei genitori In generale, i genitori possono influire sulle probabilità che i loro figli
primeggino nei compiti più ardui soprattutto in due modi.In primo luogo,
possono aiutare i bambini ad acquisire una.conoscenza delle abilità e delle
strategie mentali fondamentali.
Non deve sorprendere che il progresso compiuto dai bambini nei loro primi
anni di vita sia influenzato dalla capacità dei genitori di assumere il ruolo
di insegnanti. Per esempio, come abbiamo visto nel capitolo precedente una.madre
che incoraggi la figlia a leggere molto presto può contribuire a una crescita
esplosiva delle capacità della bimba. Ciò perché imparare a leggere e a
scrivere dischiude molte nuove opportunità a un bambino. In secondo luogo, i membri della famiglia trasmettono a un bambino i loro
valori e i loro atteggiamenti verso quelle realizzazioni che dipendono
dall’apprendimento e dalla pratica. Le esperienze precoci di un bambino a cui
venga offerta l'opportunità di essere testimone di modi di vivere in cui lo
studio è apprezzato e rispettato, e dei successi degli sforzi compiuti per
acquisire nuove capacità, porteranno vantaggi che sono negati alla maggior
parte dei bambini. L’ambiente ebraico
Lazlo Polgar, il padre di tre giocatrici di scacchi che hanno compiuto la
notevole impresa di diventare "Grandmaster" da adolescenti, afferma:
"La religione ebraica prescrive ai genitori di istruire i loro figli fin
dalla più tenera età. Il Talmud stabilisce che i genitori ebrei debbano essere
i primi insegnanti” (Lennon, 1989). Gli effetti prodotti dall’ambIente familiare sono stati individuati con
estrema chiarezza nei risultati conseguiti dai bambini di famiglie ebraiche. In
Europa e in America gli ebrei hanno dato contributi straordinari rispetto il
loro numero.Prima della seconda guerra mondiale, almeno il venti per cento degli
scienziati e dei matematici tedeschi erano ebrei così come lo era la metà dei
matematici italiani, benché gli ebrei rappresentassero meno del due per cento
delle popolazioni di quei paesi. Anche in Gran Bretagna e in Unione Sovietica
un'alta percentuale della popolazione ebraica era costituita da scienziati e
professionisti. La presenza di studiosi, artisti e professionisti ebrei è
altrettanto cospicua negli Stati Uniti. La percentuale di bambini ebrei rilevata
nel campione di giovani californiani dotati esaminato da Lewis Terman era doppia
di quanto ci si sarebbe aspettato in considerazione della loro presenza nella
popolazione scolastica. Il fatto che g!i ebrei, che costituiscono menodel tre
per cento della popolazione, abbiamo vinto il ventisette per cento dei premi
Nobel assegnati, è indicativo degli alti livelli di rendimento da loro
raggiunti in diversi campi (Hayes, 1981). Quali fattori
entrano in gioco. Sono molti i fattori che
hanno contribuito a questa situazione. 1. Uno è il rispetto
per lo studio, insieme a una profonda consapevolezza dell'importanza rivestita
dall’istruzione. Non c’è nulla di nuovo in questo apprezzamento della
conoscenza: in un elenco di importanti studiosi europei compilato prima del
1400, la percentuale di ebrei era tre volte quella della loro percentuale sulla
popolazione. Gli ebrei devoti hanno sempre tenuto gli studiosi del Talmud in
grande considerazione. Anche nel giorno di riposo, quando molte attività devono
essere evitate o ridotte, lo studio non è mai stato ostacolato. 2. Un altro fattore è
l’importanza tradizionalmente
attribuita ai bambini, all’interno della famiglia. Paragonate alle famiglie
con altre origini culturali, le famiglie ebraiche sono tendenzialmente piccole e
solide, con un relativamente basso di divorzi: pertanto, la maggior parte dei
bambini hanno tratto beneficio dalla presenza di entrambi i genitori. 3. Altro fattore
è l’importanza data al rendimento scolastico come testimonianza
dell’appartenenza alla famiglia ebrea. Molte famiglie ebraiche nordamericane
sono vissute in ambienti urbani o suburbani relativamente floridi, dove le
scuole forniscono buone opportunità culturali e hanno aspettative elevate. I
bambini ebrei sono stati fortemente
incoraggiati a dirigere le loro energie verso le attività intese a migliorare
il rendimento scolastico. È possibile che altri svaghi graditi ai bambini, come
lo sport, ricevano meno incoraggiamento dai genitori ebrei che da quelli non
ebrei. Negli Stati Uniti, in parte come conseguenza dell’importanza
tradizionale attribuita all’istruzione nelle famiglie ebraiche, la percentuale
di ebrei che va al college, rispetto ai non ebrei, è molto più alta. Al
college,il loro rendimento scolastico è in media molto superiore. Liberamente tratto da: Le radici psicologiche
del talento.” Di Michael J.A. Howe Raffaello Cortina Editore (ed.1993 ristampa
del 1997) 6.
Diversità La
Scrittura ci insegna che l'insegnamento delle verità bibliche ai bambini ed ai
ragazzi è affidato esclusivamente ai genitori (De 6:6-9; Ef 6:4). Il costo della diversità
Il
seguire e servire il Signore comporta pensare ed agire DIFFERENTEMENTE dagli
altri. Questo
comporta alcune conseguenze: 1.
difficoltà: spesso fatichiamo a trovare o ritrovare la “via di Dio”
immersi come siamo in un mondo che “giace nel maligno” 2.
incomprensioni: sia dentro che fuori la chiesa 3.
travisamenti: diversità non è ricerca dell’eccentricità ma ricerca
della pia e quieta messa in pratica, con timore e tremore, della volontà di Dio 4.
scoraggiamenti: ma
ricordiamoci le parole di Pietro “resiste stando fermi nella fede sapendo che
le stesse sofferenze affliggono i vostri fratelli sparsi nel mondo” (1 Pi 5:9)
I 3 brani che seguono sono tratti da un
articolo di Samuele Negri su “Il
Cristiano” del gennaio 87. la
paura dell’emarginazione Quante
volte è stato ripetuto nelle assemblee scolastiche -democraticamente- pilotate,
che non
"bisogna emarginare i ragazzi" e che non dobbiamo creare in loro
"il complesso delle minoranze" Ed è
proprio di fronte a questi argomenti, ben studiati, che molti genitori credenti
sono caduti. Difatti ci turba profondamente il sapere che, rinunciando ai loro
doveri di genitori cristiani, diversi abbiano finito per concedere che i loro
figli frequentino l'ora di religione. Questa non è solo incoerenza, ma vera e
propria disubbidienza! Il linguaggio straniero
Non
dimentichiamo che la Parola di Dio dice: i nostri figli, nella loro gioventù,
siano come piante novelle che crescono (SL
144:12). Questo significa che essi hanno bisogno di cure e di un preciso
indirizzo. Ma che cosa possiamo aspettarci se a casa diamo un insegnamento e poi
permettiamo che a scuola ne ascoltino un altro? Un simile atteggiamento non ha
nulla di serio, crea semplicemente le premesse per una grande confusione. Succederà
quello che già accadde ai tempi di Nehemia quando i giudei si ammogliarono con
donne straniere, così che "La metà dei loro figli parlava l'asdodeo, ma
non sapeva parlare la lingua dei Giudei; conosceva soltanto la lingua di questo
o quest'altro popolo" (Ne 13:23-24). Dobbiamo proprio permettere che i
nostri figli imparino la "lingua dell'errore"? Insegnare
ad essere pellegrini L'argomento
della cosiddetta «emarginazione» oltre che ad essere tutto da provare, non
deve coglierci impreparati. La Scrittura insegna che il nostro statuto è quello
di "pellegrini" (Eb 11:13, 1 Pi 2:11); noi siamo "cittadini dei
cielo" (Fi 3:20). Perciò
l'essere emarginati fa parte della nostra vocazione cristiana di cui non
dobbiamo vergognarci, ma anzi sentirci onorati. Di conseguenza non ne
soffriranno nemmeno i nostri figli, se avremo cura di trasmettere loro, con
amore e con unzione spirituale il privilegio di "conoscere il
Signore". Non lasciamoci perciò influenzare da falsi problemi creati ad
arte per indebolire la nostra fede. Come ci ricorda la Parola di Dio: "Il
Signore sa liberare i pii dalla prova" (2 Pi 2:9), ma per esperimentare
questo intervento è necessario che restiamo fedeli, anche per quanto riguarda
la formazione dei nostri figli. 7. Preparare i figli a che cosa tratto da un articolo di Paolo Moretti
su “Il Cristiano” di gennaio 87 Preservarli
dallo scoraggiamento Sento
spesso parlare di giovani che sono in crisi, scoraggiati, preoccupati, delusi,
pessimisti, e... tutto questo nonostante che essi abbiano confessato Gesù come
loro personale Salvatore e Signore. C'è
infatti un equivoco: quello di considerare la vita cristiana come una sorta di
oasi felice della spensieratezza. Quasi
sempre infatti si entra in crisi, si è scoraggiati e delusi semplicemente perché
non abbiamo ottenuto da Dio quello che ci attendevamo in base alle nostre
aspettative e perché, di conseguenza, non abbiamo compreso che un
cristiano è gioioso e felice quando nella sua vita si realizzano le
aspettative ed i programmi di Dio. Ricordare
l’influenza del mondo Non
dobbiamo inoltre trascurare che stiamo oggi subendo una sempre più marcata
influenza dei mondo sui nostri modi di pensare e di agire. Ci
sono due aspetti nei quali la società ci ha ormai ammaliato con le sue arti
seduttrici: 1)
Nella società attuale si è perso di vista il valore dell'impegno, della lotta,
della fatica, del sacrificio: tutti si è ormai abituati (dovrei dire:
educati... o piuttosto maleducati!) ad ottenere tutto ciò che si vuole troppo
facilmente, senza sforzo e senza alcun sacrificio. L'impegno,
la fatica, il sacrificio diventano così valori quasi preistorici,anzi non sono
più addirittura dei valori ma stanno diventando dei vizi, condizionati come
siamo dal consumismo-materialismo e dalla religione del “tutto e subito”. 2)
Tutto questo avviene perché la nostra società esalta ormai soltanto i furbi:
coloro cioè che riescono ad ottenere il massimo con il minimo sforzo. Nella
scuola e nel lavoro è questa la triste realtà di cui siamo spesso costretti a
prendere atto. Ricordare cosa siamo in Cristo
Il
giovane cristiano, per evitare di cadere vittima di quel deprecabile tipo
religioso di ozio, e di furbizia derivanti dalla convinzione che una volta
accettato Gesù come Salvatore e tutto sia a posto, deve tenere presenti e
ripuntualizzare a se stesso tre fondamentali affermazioni della Parola di Dio: 1) Il
cristiano è tale in quanto che, per sua scelta personale di fede e di campo,
egli è diventato, in Cristo, figlio di Dio, cessando di essere figlio del
diavolo. La scelta che lo ha portato ad essere, per la grazia di Dio, cristiano,
non è stata soltanto una scelta per, ma è stata anche e soprattutto una scelta
contro. 2) il
cristiano vive quindi in un mondo che, avendo per "dio", l Avversario
di Dio, si fonda su ideologie diverse, su costumi di vita diversi, su speranze
diverse, su metodi di vita diversi. La
vita cristiana è perciò esposta ogni giorno a problemi costituiti da
scelte, decisioni ed espressioni antitetiche e antagoniste. Oserei
quasi dire che ogni volta in cui il cristiano apre la bocca per parlare o in cui
compie delle scelte si pone come antagonista del sistema nel quale vive, per cui
egli non dovrà mai attendersi dei riconoscimenti da parte del mondo per quello
che dice e per quello che fa. Non dimentichiamo che il mondo ha saputo dare un
solo tipo di riconoscimento al Figlio di Dio: lo ha crocifisso!! 3) Il cristiano vive per servire il suo Salvatore e Signore, vive per piacere al suo Signore, per onorarlo, per parlare agli altri di Lui, per conoscerlo sempre meglio attraverso la sua rivelazione, la Bibbia.
Vogliamo
mettere a confronto alcuni “principi” del mondo ed i principi biblici per
scoprire quanto essi siano opposti, incompatibili. Tutta la Bibbia è piena di
consigli ed ammaestramenti, a figli e genitori: per brevità sono qui di seguito
elencati solo alcuni versetti presi dal libro dei Proverbi di Salomone.
Due
metodi a confronto
Nell’AT
Dio ama Israele, un figlio difficile, ribelle che si è allontanato dal
Padre
Il metodo educativo di Dio è quello di
un padre che ama il figlio e vuole il suo bene Il ruolo del genitore
(Efesini 6:4; Col 3:21)
Il ruolo del figlio
(Efesini 6:1-3; Col 3:20)
Se tu percorri questa scala
Insegnare
a dare gloria ed onore a Dio autore di ogni cosa Insegnare
a mettere la fiducia in Dio in ogni occasione I figli
ricevono valori importanti, punti di riferimento precisi I figli mantengono legami con le radici storiche e spirituali Imparano a dare gloria ed onore a Dio autore di ogni cosa Daranno ai
loro figli tempo e attenzione |
|
|
Inviare a
postmaster@utilecomune.com un messaggio
di posta elettronica contenente domande o commenti su questo sito Web.
|