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TU
HAI TANTI
DEI QUANTE
CITTÀ
Si levino, se ti possono salvare, nel tempo della tua sventura!
Perché, o Giuda, tu hai tanti dèi quante città.
(
Geremia 2 : 28 )
(
Ricerca biblica: idolatria o adorazione del vero Dio? ) adora
il Signore Iddio tuo ed a lui solo rendi il culto
(Matteo 4:10)
Sono
riconoscente al Signore per avermi concesso la possibilità di realizzare queste
poche pagine redatte con l’intento di rendere onore al suo santo nome.
Nella
nostra cultura occidentale, l’idolatria viene spesso considerata
lontana nel tempo e nello
spazio; invece sotto molte forme manifeste o velate, diffuse o
ignorate, accettate o camuffate, è presente anche presso di noi o
“in” noi.
Questo
breve studio vuole invitare i lettori a considerare a quale dio affidano la loro
vita presente e futura e, per chi non l’avesse ancora fatto, a scoprire
l’Unico Vero Dio, Creatore e
Signore.
Rossella
Melodia “…
si racconta di voi di come vi siete
convertiti dagli idoli a Dio, per
servire all’Iddio vivente e vero e aspettare dai cieli il suo Figliuolo….cioè
Gesù che ci libera dall’ira a venire.” (1 Tessalonicesi 1:9- 10)
Realizzazione
Giugno 1994
Revisione
e pubblica diffusione Novembre 1999
Redatto
e stampato in proprio.
Il
presente studio può essere liberamente stampato e distribuito gratuitamente,
purché sia
mantenuto
intatto il testo e ne venga sempre indicato l’autore.
Per la pubblicazione
su
riviste, notiziari o altro, chiedere preventivamente l’autorizzazione
all’autore
La
prima pagina della Bibbia, anzi già le prime parole,
ci parlano di Dio, come creatore
“dei cieli e della terra” (Genesi
1:1)
Viene
messo subito in evidenza l’efficacia della Parola di Dio, il legame
stretto tra la “Parola creatrice” e
la creazione, che non si esaurisce nell’atto creatore (già potente e
meraviglioso) ma che dura nel tempo, infatti :
D:
sia la luce e la luce fu. (Genesi 1:2-3)
e
la luce, così come tutto il creato, c’è ancora ! In perpetuo o Eterno, la tua
Parola è stabile nei cieli La tua fedeltà dura di età in
età, tu hai fondato la terra ed essa sussiste.(Salmo
119:89-90)
Evidente
è anche l’intenzione di Dio di rivelarsi ed entrare subito in stretto
rapporto con la sua creatura più amata: l’uomo.
Sia alla creazione, che nel corso di tutti i secoli della storia umana.
Dio quindi vuole farsi conoscere, ma
è lui che determina i modi, gli aspetti e i tempi della rivelazione.
1.2
DIO SI RIVELA COME UNICO DIO
I
passaggi biblici in cui Dio rivela qualcosa di sé, dei suoi pensieri, progetti,
azioni, sono numerosissimi, e la scelta fatta in questo
breve studio, riguarda solo alcuni passaggi che ci rivelano Dio, come
“unico Dio”, Creatore, Salvatore,
Signore di tutto l’universo, escludendo, quindi, categoricamente, ogni falsa
divinità.
Ora vedete che io son Dio
e che non v’è altro Dio accanto a me.
L’Eterno, l’Iddio nostro, è
l’unico Eterno.
(Deuteronomio 32:39 e 6:4)
Dio,
l’Eterno, vuole che tutti coloro che lo temono, lo cercano e lo adorano,
sappiano e riconoscano chi egli è e ciò che desidera rivelarci di sé e delle
sue opere, e che, a loro volta, divengano suoi testimoni nel mondo.
I
miei testimoni siete voi dice l’Eterno, voi ed il mio servo che io ho scelto,
affinché
voi lo sappiate, mi crediate e riconosciate che sono io.
Prima di me nessun Dio fu formato, e dopo di me non v’è Salvatore
(Isaia
43:10-11)
Leggendo queste parole, ci
mettiamo, se così si può dire, nella “posizione di ascolto” ed a ciascuno
di noi il Signore stesso dice:
Sappi dunque oggi e ritieni in cuor tuo che l’Eterno
è Dio: lassù ne’ cieli e
quaggiù sulla Terra; e che non ve n’è alcun altro.
(Deuteronomio 4:39)
NON
VE N’È ALCUN ALTRO……!!!!
Se
vogliamo dunque adorare il vero Dio, facciamo attenzione a ciò che lui
stesso ci dice, ascoltiamo la sua Parola e lasciamo da parte i nostri
personali (o tradizionali) modi di considerare le cose, se la Parola di Dio, ci
fa vedere altrimenti.
Questo
breve capitolo, e la lettura di alcuni versetti ci hanno finora detto che Dio
è l’unico Dio, Creatore, Eterno, Salvatore, Signore
dei cieli e della terra.
Per prima cosa dobbiamo
ricordare una cosa fondamentale: in
Genesi sta scritto che
Dio formò l’uomo a SUA
immagine… (1:27) e non siamo autorizzati a farci un dio a NOSTRA
immagine, né materiale, né mentale, ma ci è richiesto di ascoltare la
sua Parola, per sapere cosa Dio ci dice e vuole da noi. Cosa dice Dio delle immagini che l’uomo fa per
adorarlo? Si
può immaginare Dio? Possiamo farci delle
immagini, delle statue che ci “aiutino” a pensare a Lui?
….non dobbiamo credere che la
divinità sia simile ad oro, argento o a pietra
scolpita dall’arte o
dall’immaginazione umana (Atti 17:29) Si può rappresentare
Dio?
A chi vorreste voi assomigliare
Iddio?
E con quale immagine lo rappresentereste?
Un artista fonde l’idolo, l’orafo lo ricopre d’oro e vi salda delle
catenelle
d’argento… A chi dunque mi vorreste assomigliare, perché io gli sia
pari?
(Isaia 40:18-26 Cfr. 41:4-7 e 24; 44: 6-20) Dio, quindi, non
desidera che l’uomo, anche se per adorarlo, si serva di immagini: statue,
pitture, e rappresentazioni. Per quanto possano essere belle e artistiche non
sono gradite a Dio. Dio non vuole essere
rappresentato data l’impossibilità di immaginarlo o paragonarlo a
qualcosa e VIETA, in maniera categorica, di farsi immagini di altre cose
per farne oggetto di culto. L’Eterno è un Dio
“geloso”: la nostra adorazione deve essere rivolta solo a lui.
Non ti fare scultura alcuna, né immagine alcuna delle cose che sono lassù
nei
cieli e nelle acque sotto la terra; non ti prostrare dinanzi a tali cose
e non
servire loro, perché io, l’Eterno, l’Iddio tuo, sono un Dio
geloso.
(Esodo 20:2-5; Deuteronomio4:15-19) Immagini di cose
celesti, immagini di cose terrestri; immagini umane: ogni tipo di statua e
immagine è categoricamente proibita.
Non vi farete
idoli, non vi eleverete immagini scolpite, nè statue e non
collocherete nel vostro paese alcuna pietra ornata di figure, per
prostrarvi
davanti ad essa, poiché io sono l'Eterno, l’Iddio vostro. (Levitico
26:1) Prostrarsi,
inginocchiarsi, è indiscutibilmente segno di ADORAZIONE, infatti:
quando
i magi d’oriente cercano Gesù lo cercano non solo per fargli dei doni ma per
adorarlo, le indicazioni dei Vangeli sono precise:
i magi prostratisi
adorarono Gesù (Matteo 2:11) ed ancora è Satana stesso a
dichiararlo quando nel tentare Gesù, dice:
Tutte queste cose io te le darò,
se prostrandoti tu mi adori
(Matteo 4:9), ed ancora, dopo la resurrezione, Gesù riceve
l’adorazione di alcune donne: esse
accostatesi gli strinsero i piedi e l’adorarono (Matteo 28:9,
Giovanni 9:38). È chiaramente
espressa, in tutta la Bibbia, la proibizione di farsi immagini di ogni
genere: uomo, donna, altri esseri (Deuteronomio 4:16-17). Così
porle su altari e colonne, inginocchiarsi, baciarle, accendere candele,
incenso, fare offerte varie, portarle in processione, rivolgere loro preghiere
è un’abominazione per Dio. Le
immagini Anche il 2° comandamento
proibisce l’uso di immagini :
Non ti fare scultura alcuna, né
immagine alcuna delle cose che sono lassù nei
cieli o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra; non ti
prostrare dinanzi a
tali cose, non servire loro, perché io l’Eterno, l’Iddio tuo, sono
un Dio geloso
(Esodo 20:4) A questo punto ci possiamo
domandare se le statue che riempiono le chiese di ogni paese e città, che
ornano i crocicchi e le case, servono per “aiutare a ricordarci di Dio”,
o se invece CONTRASTANO apertamente la volontà di Dio, ben chiaramente
espressa. Dio ha detto esplicitamente:
NON vi fate immagini! Ricordiamo che la sua Parola
non si può annientare e non muterà mai (Salmo 119:89). A meno che, a noi, non
stiano più a cuore le nostre tradizioni umane (ma Gesù condanna
severamente coloro che, in un modo o in un altro lasciano la verità della
Parola di Dio, per la tradizione umana!), dobbiamo riconoscere i nostri errori
ed allontanarcene. Dio, non vuole immagini! Dio
non vuole idoli ! Una statua è una scultura di
marmo, legno, gesso, metalli vari, a volte anche preziosi, ma sempre materiali
inerti lavorati dallo mano dell’uomo.
I loro idoli sono argento e oro, opera di mano d’uomo.
Hanno bocca e non parlano, hanno occhi e non vedono,
hanno orecchie e non odono, hanno naso e non odorano,
hanno mani e non toccano, hanno piedi e non camminano
la loro gola non rende alcun suono. (Salmo 115:4-9; 135:15; Habacuc
2:18-20)
Sono “pezzi di legno”,
dice Dio stesso, per bocca del profeta Isaia:
I loro idoli più cari, non
giovano a nulla….
Il fabbro lima il ferro, lo mette nel fuoco, forma
l’idolo a colpi di martello…..
Il falegname stende la sua corda, disegna l’idolo con la matita,
lo lavora con lo scalpello, lo misura con il compasso
e ne fa una bella figura umana, una bella forma d’uomo, perché abiti
una casa.
…..Nessuno rientra in sé stesso, ed ha conoscimento ed intelletto
per dire: “ mi prostrerò d’innanzi ad un pezzo di legno?
(Isaia. 44: 9-20) Quale efficacia può avere
un “pezzo di legno”? Senza altri commenti,
leggiamo cosa dice a proposito il profeta Geremia:
I costumi dei popoli sono vanità…….
si taglia un albero della foresta
e le mani dell’operaio
lo lavorano con l’ascia, lo si adorna d’argento e d’oro,
lo si fissa con chiodi e martelli perché non si muova.
Codesti dèi, sono come pali in un orto di cocomeri, e non
parlano;
bisogna portarli perché non possono camminare. Non li temete!
Perché non possono fare alcun male, e non è in loro potere
di fare del bene
(Geremia 10:2-11). L’Apostolo Paolo, dice dal canto suo: Tutti
gli dèi, dei popoli sono idoli vani….. (I Corinti 8:4, cfr Salmo 96:5;
I Cronache 16:26;). Ecco come viene descritta, in
un libro di 4° elementare, il lavoro tipico degli artigiani del legno. “……La lavorazione del
legno ha radici antichissime: astucci, ciotole, stampi, piccoli scrigni,
bastoni, culle, sgabelli, sedie, arcolai, statue, maschere, quadri
intagliati e decorati secondo una tradizione antichissima. Gli artigiani lavorano
pazientemente col tornio e lo scalpello, strumenti che usano con grande
perizia. Il legno più adoperato per questi lavori è il pino cembro…… È straordinario vedere come il
legno dei boschi assuma nelle mani dei valligiani gli aspetti più
suggestivi, attraverso tecniche ingegnose essi sanno ricavare da un albero
un mobile e una botte, un carro e una scultura, una ciotola e un
violino… (“Il tempo e le
cose” Cl. 4° edizioni Giunti
Marzocco) Il profeta Isaia, fa una
descrizione molto simile, parlando del lavoro degli artigiani del suo tempo:
Si tagliano dei cedri, si prendono degli elci, delle querce, si fa la
scelta tra
gli alberi della foresta, si piantano dei pini che la pioggia fa
crescere.
Poi tutto questo serve all’uomo per fare del fuoco, ne prende per
riscaldarsi, ne
accende anche il forno per cuocere il pane e ne fa pure un dio
e l’adora, ne
scolpisce un’ immagine
dinanzi alla quale si prostra. (Isaia
44: 14-15)
La Bibbia parla anche di
coloro che si rivolgono alle statue per ottenere favori, dicendo:
Non hanno intelletto quelli
che portano il loro idolo di legno e pregano
un dio che non può salvare.
(Isaia 45:20) Pensiamo alle innumerevoli
processioni, che quasi quotidianamente attraversano l’una o l’altra delle
nostre città e villaggi; le statue sono portate a spalla a volte in estenuanti
viaggi e corse, tra le grida della folla, come al tempo del profeta Isaia !
Profondono l’oro dalla loro
borsa, pesano l’argento nella bilancia, pagano
un orefice, perché ne faccia un dio per prostrarglisi davanti, per
adorarlo.
Se
lo caricano sulle spalle, lo portano, lo mettono al suo posto,
ed esso sta in piedi
e non si muove dal suo posto e benché
uno gridi a lui, esso non risponde, né
lo salva dalla sua distretta (Isaia 46:6-7). Nel libro del Deuteronomio,
leggiamo una forte espressione contro gli idolatri:
Maledetto l’uomo che fa
un’immagine scolpita di getto*
..cosa abominevole per l’Eterno, opera di mano d’artefice e la
pone in luogo
occulto (27:15)
Nel Nuovo Testamento,
l’apostolo Paolo esorta a “fuggire
l’idolatria” arrivando a dire che il culto reso agli idoli, è in realtà
“reso ai demoni e non a Dio”(1
Corinti 10:19-20)
(*)
Gli idoli: gli idoli di
metallo si fabbricavano colando in una forma, il metallo fuso; in questo
caso si chiamavano statue e immagini di getto. Idoli di altro
genere venivano
modellati con lo scalpello, scolpendo il legno, ricoperto poi da una
lamina di metallo. Quando gli idoli
erano di legno e pietra, lavorati con strumenti taglienti, venivano chiamati immagine
scolpite. ( cfr. Nuovo diz. Biblico a cura di Renè Pache, ed. Centro
Biblico, Napoli, alla voce “idolo”). Se partiamo dal presupposto
che Dio ha detto:
Non ti farai dèi di getto (Esodo 34:17)
il costruire statue di
pietra, metallo, ecc. è una vera disubbidienza alla volontà di Dio espressa
nella sua Parola.
Per
l’antico Israele la proibizione era : TOTALE, SEVERA, INCONTESTABILE.
L’appartenenza al popolo di Dio, lo doveva differenziare dagli altri popoli, e
dai loro usi.
Non ti prostrerai davanti ad altri dei (Esodo 23:24)
Non pronunziate il nome di
dei stranieri (Esodo 23:13).
Nello
stretto rapporto, tra Dio ed il suo popolo, non suoni strana l’espressione,
che segue, poiché l’Eterno si è spesso paragonato allo sposo della
infedele Israele.
Essi mi hanno mosso a
gelosia con ciò che non è Dio,
mi hanno irritato coi loro
idoli vani (Deuteronomio 32:21 cfr Geremia 7:18).
Se
le considerazioni finora fatte non sono ancora sufficienti per farci dare
una onesta risposta alla domanda iniziale, “è tollerabile agli occhi di Dio
l’idolatria?”, leggiamo cosa scrisse Mosè su questo argomento:
Chi offre sacrifici ad altri dei sarà sterminato
(Esodo 20:19-20).
Facciamo
dunque nostra l’esortazione di Paolo:
Perciò cari miei, fuggite l’idolatria! (I Corinti 10:14)
e
quella dell’apostolo Giovanni:
Figlioletti guardatevi dagli idoli. (I Giovanni 5:21)
3.1
LA MEDIAZIONE DEI SANTI
Le
chiese, luoghi intenzionalmente destinati ad accogliere fedeli che rendono
culto a Dio, sono molto spesso dedicate agli idoli. Portano
infatti il nome di “santi”, cioè
di persone ritenute pie, da tempo morte e che vengono onorate con
statue, feste, processioni, insomma proprio con tutto ciò che Dio non vuole
e condanna! Possiamo umilmente chiederci se siamo “fedeli” a Dio facendo
ciò che egli ci domanda, o invece a lui “infedeli” ?
(*1)
La
maggior parte delle statue collocate dentro e fuori le chiese cattoliche, non
rappresentano neppure il nostro Signore Gesù (Dio non vuole nessun tipo
di statua, ma sarebbe umanamente più logico) ma sono statue raffiguranti altre
persone.
Di
alcuni di questi cosiddetti “santi” esistono solo leggende, pie tradizioni e
non documenti storici.
Recentemente
il Papa stesso ha dichiarato che alcuni dei santi tra i più venerati, non erano
neppure…mai esistiti…(*2)
La
funzione mediatrice dei santi, è una pura invenzione umana (anzi
diabolica).
Maria,
la mamma di Gesù, e i santi
raffigurati nelle immagini, sono dei morti non ancora risuscitati e la
Bibbia vieta, con parole severe,
qualunque contatto, o tentativo di contatto con l’aldilà.
…..un popolo non deve egli consultare il suo Dio?
Si
rivolgerà ai morti a pro dei vivi?
(Isaia 8:19-20).
Ed
ancora
Non si trovi in mezzo a te …chi
eserciti la divinazione, né augure,
né mago,
né chi consulta gli spiriti, né chi dica la buona
fortuna……perché chi fa
queste cose è in abominio
all’Eterno (Deuteronomio
18:10-12)
Nel
capitolo 11 della lettera agli Ebrei vengono citati i “testimoni della
fede”, cioè credenti che ci sono
di esempio, ma non una sola parola ci spinge alla loro “venerazione”. Sono
infatti presentati solo per incoraggiare la nostra fede e perseveranza, affinché
“non ci perdiamo d’animo” (II
Corinti 4:1)
Il
brano termina non con un incoraggiamento alla venerazione di martiri o
santi, ma con un imperativo categorico:
….guardando
Gesù, … perfetto esempio di fede.
(Ebrei 12:1-2).
Non
solo qui non c’è nessuna indicazione alla “dulia” (culto di venerazione
dei santi) ma c’è una raccomandazione ben ferma: prendete pure esempio dalla
loro fede, ma “guardando a Gesù”.
Si
può inoltre notare che, in questo capitolo, neppure un accenno viene fatto a
Maria, madre di Gesù. Se veramente le appartenesse tutto ciò che oggi di lei
si dice (Immacolata, Ausiliatrice, ecc.) non avrebbe avuto diritto ad almeno un
po’ di posto nella lista ed un accenno di venerazione?
interessanti.
Esempio: Elenco Abbonati telefonici città di Genova, anno 1999 /2000
Chiese parrocchiali.
Dedicate a nomi
di santi
97
Dedicate a Maria
sotto vari nomi
40
Dedicata a Maria
e santi
3
Dedicate a località
e nomi vari
17
Dedicata a S.Cuore e
santi
2
Dedicata a età
di Gesù
2
Dedicata a Gesù
1
Dedicata a Cristo Re
1
Dedicata al Salvatore
1
Totale Chiese cattoliche parrocchiali
164
(*2)
Nuovo calendario liturgico 1969, sono stati eliminati: “Santa”
Filomena,
“santa” Veronica, “San” Gennaro (poi ristabilito) ecc.
3.2
GESÙ UNICO MEDIATORE
È
a Dio direttamente che ci si deve rivolgere, nel nome di Gesù Cristo
(suo Figliolo) l’unico che ci garantisce di poter accedere al Padre.
Infatti:
…Nel nostro Signore Cristo Gesù
abbiamo la libertà d’accostarci a
Dio, con piena fiducia, mediante la fede
in lui (Efesini 3:12).
Gesù
stesso, parlando con i suoi discepoli, dichiara apertamente di essere
“l’unica via”, infatti nel vangelo di Giovanni sta scritto:
Io sono la via, la verità
e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di
me….(Giovanni 14:6).
Gesù
è l’unico Salvatore, l’unico nome “ nel quale è la nostra salvezza” e
l’apostolo Pietro, con coraggio testimonia
che
“..in nessun altro è la
salvezza; poiché non vi è sotto il cielo alcun altro
nome che sia stato dato agli uomini, per il quale noi possiamo
essere
salvati.” ( Atti 4 :12)
Nostro
unico Salvatore, mediatore ed
intercessore è Gesù Cristo; non vi sono altri intermediari….poiché
v’è un solo Dio, ed anche
un solo mediatore fra Dio e
gli uomini, Cristo Gesù..(I Timoteo 2:5).
Ed
ancora….
Gesù Cristo è quel che è morto; e più che questo è risuscitato
ed è alla destra di
Dio, ed anche intercede per noi
(Romani 8:34; cfr Ebrei.7:25).
Chi
altro può presentare simili “credenziali”?
3.3
GLI APOSTOLI NON VOGLIONO ESSERE ADORATI
Si
può aggiungere che gli apostoli stessi, ancora in vita, RIFIUTAVANO
categoricamente qualunque forma di venerazione a loro rivolta.
E come (San) Pietro entrava, Cornelio, fattoglisi incontro,
gli si gettò ai piedi e l’adorò. Ma (San) Pietro lo rialzò
dicendo:
levati anch’io sono uomo
(Atti 10:25-26; 14:11-15).
Qualcuno
può obiettare che Pietro, dopo la morte, è nella gloria, quindi in uno
stato differente rispetto a quando era sulla terra, quindi se ne dedurrebbe che
si possa venerarlo, poiché è spirito vivente nel cospetto di Dio.
Vi
sono numerosi esempi di “santi” morti prima della fine della stesura
dei Vangeli
(Giovanni
Battista) e degli Atti (Santo Stefano primo martire, Giacomo, ecc.) che
potrebbero, a ragione, ricevere la venerazione dei credenti rimasti. Invece in
nessuno di questi libri, né nelle lettere, né in Apocalisse vediamo che i
credenti viventi preghino o invochino
questi santi e martiri, né
incitino altri a farlo. Come mai?
L’apostolo
Paolo, fa una affermazione estremamente interessante scrivendo ai Filippesi:
Io sono stretto dai due lati: ho il desiderio di partire e d’essere con
Cristo,
perché è cosa di gran lunga migliore, ma
il mio rimanere nella carne, è più
necessario
per voi (1:23-24).
Qui
l’apostolo Paolo dice espressamente che sa
di essere più utile, anzi “ necessario” a loro ,
se rimane vivo e non morto.
Se
il “partire e l’essere con Cristo”, cioè morire ed essere nella
gloria, fossero non solo una gioia per Paolo, ma la possibilità di
intercessione per i Filippesi, un aiuto per loro,
l’apostolo non si sarebbe espresso nei termini inequivocabili che
abbiamo letto.
I
“Santi” sono utili agli uomini da vivi, non
da morti.
Anche
il più grande “santo”, cioè credente, da MORTO non può fare NULLA per i
vivi e viceversa.
È
un’abominazione terribile il crederlo; il culto dei morti è di origine
satanica.
3.4
GLI ANGELI NON VOGLIONO ESSERE ADORATI
Il
discorso della venerazione come idolatria, non cambia neppure in relazione agli
angeli: infatti neppure gli angeli (spiriti
viventi al cospetto di Dio) vanno venerati.
Vediamo
infatti cosa dice la Parola di Dio a questo proposito.
Ed io Giovanni……quando ebbi
udite e vedute (queste cose) mi prostrai
per adorare ai piedi dell’angelo, che mi aveva mostrato queste
cose,
ma egli mi disse: guardati dal farlo! Io sono tuo conservo e dei tuoi
fratelli,
i profeti, e di quelli che
serbano le parole di questo libro. Adora Iddio!
(Apocalisse 22:9; cfr.
19:10)
ADORA
IDDIO!!!
Questa
esortazione fatta da un angelo all’apostolo Giovanni (che essendo uomo aveva
le stesse caratteristiche nostre) deve essere presa alla lettera (e da subito)
da coloro che vogliono veramente restare nell’obbedienza alla volontà di Dio.
Dobbiamo
adorare Iddio direttamente, senza la mediazione di statue che dovrebbero
aiutarci a ricordarlo, senza la mediazione di persone che ne prendono il
posto…
Dobbiamo
adorare Iddio senza l’intermediazione dei cosiddetti “santi”; adorare Dio
in “spirito e verità” (Giovanni 4:23). Cristo Gesù è l’unico
intermediario tra Dio e gli uomini, egli che è Dio rivelatosi
in carne:
Poiché v’è un solo Dio, ed anche UN SOLO MEDIATORE fra Dio
e gli uomini: CRISTO GESÙ uomo, il quale diede se stesso quale prezzo
di riscatto per tutti (I
Timoteo 2:5).
Gesù
cristo è vivente, oggi e in eterno!
Ricordiamoci
che dobbiamo dare a Dio il culto che lui desidera, e non quello che fa piacere a
noi, e che ci viene tramandato dalla tradizione umana.
4.
L’IDOLATRIA ESISTE ANCORA
No!
Ai tempi di Abramo (circa 1800 a.C.) l’idolatria era diffusa e praticata
ovunque e ai tempi in cui Israele era un regno, minacciava il popolo di Dio, ma
non si deve pensare che essa sia relegata al passato.
L’apostolo
Paolo, soggiornando ad Atene, soffriva nel vedere “la città
piena di idoli” (siamo
nel 60 d.C. circa)
…Or mentre Paolo li aspettava ad Atene, lo spirito gli si
inacerbiva dentro a vedere la città piena di idoli. (Atti
17:16)
Lo
stesso Paolo scriveva invece, poco dopo, ai Tessalonicesi, questo elogio:
…vi siete convertiti
dagli idoli a Dio per servire l’Iddio vivente e vero… (1:9)
Se
2.000 anni prima di Cristo, l’uomo era idolatra, se lo era anche ai
tempi di Cristo, possiamo dire, che l’uomo non è cambiato neppure oggi 2.000
anni dopo Cristo.
Infatti
il progresso scientifico e
tecnologico non ha migliorato il cuore dell’uomo, che, se non si converte a
Dio, resta insanabilmente maligno incline
al male (Geremia 17:9).
Or sappi questo, che negli ultimi giorni verranno dei tempi difficili,
perché gli
uomini saranno egoisti, amanti del denaro, vanagloriosi, superbi,
bestemmiatori,
disubbidienti ai genitori, ingrati, irreligiosi, senza affezione
naturale, mancatori
di fede, calunniatori, intemperanti,
spietati, senza amore per il bene, traditori,
temerari, gonfi, amanti del piacere anziché di Dio, aventi la forma
della pietà,
ma avendone rinnegata la potenza (I Timoteo 3:1-5). Quanto Paolo
immaginava, si sta realizzando sotto i nostri occhi: gli uomini cercano il dio
denaro, il dio piacere, il dio egoismo, il dio ateismo, il dio Io. E nel futuro, le
cose, miglioreranno? La Bibbia ci
dice di no. Anche negli ultimi
giorni, predetti dal libro dell’Apocalisse, si riparla di idolatria, di statue
di idoli, malgrado i giudizi spaventosi cui sarà sottoposta l’umanità.
…e il resto degli uomini non
si ravvederà delle opere delle loro mani,
sì da non adorare più demoni e gli idoli d’oro e d’argento e di
rame
e di pietra e di legno, i quali
non possono né vedere, né udire,
né camminare (Apocalisse 9:20). L’idolatria assume
diversi aspetti, alcuni, forse, insospettati. Se fino ad ora
abbiamo visto come non sia richiesta da Dio, anzi sia energicamente vietata, la
fabbricazione di immagini e statue per adorarle, non si può pensare che sia
meno grave l’idolatria che certe persone manifestano per altre persone. Basti pensare al
”delirio” che suscitano gli “idoli” sportivi, o della canzone, o del
cinema. Anche alcuni oggetti
di uso comune, hanno assunto la funzione di idoli. Fa parte del linguaggio
corrente, dire: l’automobile è il suo idolo…
come mi piace questa pelliccia, io adoro il visone… io non credo in
niente altro che nella scienza …nella politica…. nell’uomo….nella
pace…. (che poi è sempre credere nell’uomo), ecc. Ci sono anche altre
più nascoste e tenaci forme di idolatria, che
potrebbero restare nei meandri bui del nostro cuore tortuoso, se la
Parola di Dio non li svelasse. Infatti: l’idolatria
è anche nascosta nel cuore.
Poiché la ribellione è come il peccato della divinazione, e l’ostinazione
è come l’adorazione degli idoli e degli dèi domestici (I Samuele
15:23),
….questi uomini (anziani d’Israele) hanno innalzato i loro idoli
nel loro cuore
(Ezechiele.14:1-11; 16:17). Se i precedenti
versetti non ci riguardano , forse siamo tra quelli a cui sono rivolti
quelli seguenti …..
Poiché voi sapete molto bene che nessun …avaro (che è un idolatra)
ha eredità nel regno di Cristo e di Dio (Efesini 5:5-6),
...la cupidigia è idolatria…
(Colossesi 3.5),
Le opere della carne sono manifeste e sono … idolatria,
stregoneria (Galati 5:20).
L’avarizia,
la cupidigia, la ribellione, l’orgoglio, sono tutte forme di idolatria.
Il
peccato di idolatria riguarda MOLTI, è un peccato molto più diffuso di quanto
non si pensi.
La
Parola di Dio, citata in questa ricerca sull’idolatria, parla chiaro: molti
tra noi sono idolatri, molti tra
noi non conoscono il vero Dio, molti lo offendono addirittura con pratiche
idolatre abominevoli agli occhi di Dio. Che fare?
Or essi, udite queste cose, furon compunti nel cuore e dissero a
Pietro e agli altri apostoli: fratelli, che dobbiamo fare?
E Pietro a loro: ravvedetevi
(Atti.2:37-38).
Deve
ravvedersi anche chi è stato idolatra senza rendersene conto, in buona fede,
seguendo ciò che gli era stato insegnato?
Iddio, dunque, passando sopra ai tempi dell’ignoranza, fa ora
annunziare
agli uomini che tutti, per ogni dove, abbiano a
ravvedersi (Atti.17:30). Ed ancora…
Volgetevi a me e siate salvati,
voi tutte le estremità della terra!
Poiché io sono Dio, e non ve n’è alcun altro (Isaia. 45:22). Ravvedersi,
pentirsi, rivolgersi a Dio, chiedere ed ottenere il perdono, credere alla Parola
di Dio, tutto ciò è necessario per chi vuole adorare il vero Dio. Gesù Cristo è
venuto sulla terra proprio per salvarci dai nostri peccati, ha
preso su di sé la condanna che sarebbe stata per ciascuno di noi. Non c’è peccato
che non possa essere perdonato e la Parola di Dio, quando ci fa vedere il nostro
peccato, lo fa perché ci possiamo ravvedere, pentire e convertire, lasciando il
peccato e scegliendo Dio e la sua Via. Chi si sente
colpevole davanti a Dio, ha una speranza, purché
esprima il pentimento e richieda a
Dio, il perdono:
Prendete con voi delle parole e
tornate all’Eterno!
Ditegli: “perdona tutta la nostra iniquità”
e Dio risponde….
Io guarirò la loro infedeltà, io li amerò di cuore…(Osea.14:2-4). E
se vi par mal fatto servire l’Eterno, scegliete oggi a chi volete
servire: o
agli dèi ai quali i vostri padri
servirono…. di là dal fiume (Eufrate), o
agli dei degli Amorei, nel paese dei quali abitate. QUANTO
A ME E ALLA CASA MIA, SERVIREMO ALL’ETERNO.
(Giosuè 24:15)
Estratto
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