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Premessa:
quando leggere queste avvertenze ? OGGI.
Nel giorno del terremoto è troppo tardi. Noi
ed i terremoti Che
cos’è un terremoto? La
scossa di terremoto è il momento finale di un processo di assestamento,
deformazioni e fratture della
crosta terrestre . Quando tensioni
ed energia accumulata
superano la capacità di resistenza delle rocce, queste si fratturano, liberando
energia sotto forma di onde .( Le scosse durante i terremoti, sono di due
tipi:sussultorie, movimenti verticali ed ondulatorie ,movimenti orizzontali). Le
nostre case sono progettate per resistere a questi tipi di scosse?
La
nuova normativa prescrive che nelle
zone sismiche le case siano costruite per resistere anche ai movimenti
orizzontali, ma la gran parte degli edifici già esistenti, sono progettati per
resistere a carichi verticali ; il crollo degli edifici è generalmente
provocato quindi dalle onde
che determinano carichi orizzontali . Come
si misurano i terremoti? L’effettiva
energia liberata dal terremoto (calcolabile
con valori quantitativi) non sempre corrisponde agli effetti qualitativi di
distruzione. Solitamente l’intensità del terremoto viene
espressa con una scala. La
scala
Mercalli
(
basata sulla identificazione delle sensazioni provate dalle persone, e gli
effetti prodotti) o
la Richter ( che esprime la
magnitudo, l’energia liberata dal sisma) TERREMOTI
E PREVISIONI Si
possono prevedere i terremoti? La
risposta è : dipende cosa si intende in questo caso per previsione.
Vi è una grande
probabilità che un terremoto avvenga
entro un certo periodo di tempo in una zona,
considerata
ad altro rischio sismico, ad esempio dove esiste
una sismicità ciclica. A volte vi sono anche dei segni “precursori”
: deformazione del suolo, modifiche nel campo elettromagnetico, intorbidamento
delle acque, irrequietezza degli animali, ma in generale
si deve dire che NON si riesce a prevedere i terremoti. L’Italia
è un paese sismico? Circa
il 70%
del nostro territorio nazionale è stato classificato a rischio sismico. Ciò
significa che prima o poi ci si attende un
terremoto ad alta capacità distruttiva e quindi
bisogna
prepararsi il più presto possibile ed il meglio possibile, ad un evento,
purtroppo non impossibile. Cosa
si può fare in concreto per ridurre i danni?
Se
non è
possibile prevedere i terremoti, è però possibile limitarne i danni,
agendo opportunamente sulla leva della PREVENZIONE. E
qui entriamo nel campo che più ci interessa e ci riguarda. ln
Giappone , dove i terremoti sono frequenti e a
volte di notevole intensità, si
cerca di limitare i danni materiali
e le vittime, con molta cura. Oltre alla continua ricerca di metodi più
sicuri per prevedere i terremoti , controlli continui sul territorio e la
costruzione di edifici con norme antisismiche, l’aspetto più interessante è
riguarda la prevenzione.Una fitta rete di sismografi
registra ogni minima scossa; un
complesso meccanismo mette in sicurezza – quando necessario- i principali
impianti : In questo modo, viene interrotta l’alimentazione elettrica dei
treni, chiusi gli impianti industriali a rischio, le condotte del gas, ecc.
A questo si aggiungono le continue esercitazioni e informazioni, di cui
fruisce la popolazione, per essere allenata
e preparata sul comportamento da seguire in caso di sisma. Nell’elenco
telefonico di Los Angeles, c’è scritto: “ci saranno sempre terremoti in
California.”
E seguono le istruzioni ed i consigli utili in caso di terremoto.
Anche in Italia, ci si sta movendo nella direzione di informare,
allertare e preparare i cittadini alle eventuali calamità, e riteniamo utile
ricordare alcuni accorgimenti. Paura,
panico, o preparazione?
Spesso
le reazioni emotive incontrollate, il panico e l’ignoranza delle più semplici
norme di sicurezza e di comportamento nelle emergenze, trasformano una semplice
situazione di difficoltà in una tragedia;
conoscere i
pericoli e imparare ad agire nel
modo opportuno, può essere di
grande aiuto per sé e
per gli altri. PRIMA
DEL TERREMOTO Vi
sono alcune norme di sicurezza applicabili sempre, utili non soltanto
nell’ipotesi di un terremoto, ma in
qualunque circostanza. Cosa
fare quando il terremoto non c’è.
su Informarsi
su quanto previsto dai piani della protezione civile, se esiste un piano di
sgombero per il proprio comune e chi sono le persone incaricate di dare
eventuali informazioni. Conoscere
bene
l’edificio nel quale si vive o si
lavora abitualmente, le uscite di
sicurezza, ed i punti a rischio, individuare le parti più resistenti (
pilastri, architravi, muri portanti). Controllare
nella propria abitazione, che tutte
le mensole siano ben fissate ai muri, ed eventualmente
migliorarne la sicurezza. Non
tenere
oggetti pesanti e di vetro nei ripiani più alti, pensare che cosa succederebbe
in caso di caduta e prendere provvedimenti. Non
appendere
quadri e specchiere sopra letti e divani: in caso di caduta, si potrebbero
abbattere su persone addormentate. Sostituire
i
cavi difettosi, le condutture che perdono, riparare crepe, fissare
bene lo scaldabagno e qualunque carico pesante che deve stare appeso. Sapere
con precisione dove sono posizionati gli interruttori, quali
le zone a rischio e quali quelle più sicure. Il terremoto può arrivare anche
di notte: se non si sono fatte prove non è facile trovare ciò che serve, al
buio! Assicurarsi
che tutti i membri della famiglia sappiano come e quando spegnere il gas e gli
interruttori e come comportarsi durante e dopo il terremoto. Insegnare
ai
bambini come e quando chiamare il
113
ed i numeri dell’emergenza.
Collegare
a numeri utile del sito
Provare , cioè fare delle simulazioni,
modificando qualche componente Ai
bambini piacciono molto queste simulazioni e non incutono timore,
anzi, al contrario, danno loro informazioni utili e sicurezza. Cercate
dei luoghi sicuri
all’esterno Cercate
e fissate il luogo dell’ appuntamento
dopo il terremoto, ed eventualmente un codice
di
segnalazione e cercate un parente o amico, molto lontano , che possa fare da
tramite (dopo un terremoto spesso
le linee della zona sono interrotte, è più facile poter comunicare con
qualcuno lontano) Assicuratevi che tutti ricordino bene il numero
telefonico concordato ed il luogo dell’appuntamento Preparare
e tenere a portata di mano il KIT
delle emergenze Leggere
e rileggere le avvertenze
cercando di ricordare bene tutto ciò che è necessario, adattandolo alle
diverse situazioni, fate delle prove. Altre due cose molto
importanti : 1) siate sempre gentili ed affettuosi con i vostri cari; quando
succedono disgrazie, ci si pente sempre delle cure non prestate e delle
affettuosità non dette. 2) siate consapevoli che non solo il terremoto, ma
molte altre situazioni IMPREVISTE ci
possono condurre alla morte. Che ci si creda oppure no, la realtà
non cambia: c’è un Dio al quale dovremo rendere conto e subito
- “ gli uomini muoiono una volta sola, dopo di che viene il giudizio”
(Ebrei.9:27) . Mettere
in pratica i consigli e le precauzioni
da adottare. Quando arriva il terremoto non c’è tempo per le cose che non si
sono fatte prima. Il
Kit emergenze –indispensabile per chi abita in zone ad elevato rischio sismico ma molto utile a tutti – è una minima dotazione di
emergenza che, con alcune piccole varianti personali,
comprende oggetti utili in
caso di grave calamità.
Comprende: -radiolina a batteria-torcia a batteria-impermeabile in
bustina o k way- coltellino multiuso -pronto soccorso minimo
- se si ha necessità di un medicinale in particolare, tenerne una
piccola quantità- soldi-
cartoncino con indirizzi e telefoni utili, il proprio indirizzo e gruppo
sanguigno ecc, una piccola guida
tascabile per le emergenze- e in
inverno sono utili un berrettino di
lana ed una paio di guanti. Ricordarsi di revisionare e sostituire
periodicamente il materiale che ha una scadenza ( medicinali, pile ) e
verificare il funzionamento della radio e della torcia. Non rimuovere
nessuna cosa dal contenitore ( ad esempio un piccolo zainetto, ma veramente
piccolo)
e tenete sempre il telefonino carico ed a portata di mano. Se
le condizioni dell’ abitazione lo consentono e soprattutto se si ha un gran
giardino dove predisporre un spazio
facilmente accessibile, è bene tenere a portata di mano : scorta d’acqua,
torcia più grande, scarpe robuste o stivali, una piccola pala
robusta ma leggera, qualche attrezzo, corde ecc qualche
vecchio capo d’abbigliamento e
una coperta ben chiusi in un sacco, o in un contenitore impermeabile.
Nessuno vi può garantire che non dobbiate scappare di casa in pigiama!
Se avete una piccola tenda da campeggio, può essere il posto giusto dove
lasciarla. Ma attenzione deve essere tutto piccolo, facile da raggiungere e ben
protetto ! * Luogo
dell’appuntamento Il primo pensiero in un’ emergenza è sapere se gli altri familiari che non sono con noi stanno bene. Da qui l’importanza di stabilire un modo di tenersi in contatto o ritrovarsi dopo il terremoto. E’ bene quindi individuare per tempo un luogo dove ritrovarsi, se non ci fosse la possibilità di mettersi in contatto in altro modo. Il
luogo deve essere scelto con cura, deve
essere accessibile a tutti i membri della famiglia, raggiungibile a piedi,
aperto, cioè lontano da zone
alberate, pali della corrente, muretti, edifici, zone franose e lontano dalla
spiaggia o dalle rive dei laghi. QUANDO
SI AVVERTE UN TERREMOTO Se
si è all’interno di un edificio Variano,
e non di poco, le condizioni di chi si trova all’interno di una villetta o di
un grattacielo, in casa propria o in un ambiente poco conosciuto come
un supermercato affollatissimo,
o un qualsiasi locale o ufficio pubblico. Restare
un casa o uscire? Sarebbe
utile avere abbastanza tempo e lucidità per valutare correttamente ogni
situazione: infatti nella maggior parte dei casi, l'istinto
porta a fuggire verso l'esterno, ma a volte
è proprio questa fuga che espone a
maggiori rischi. Infatti si può correre nella direzione sbagliata, soprattutto
quando si è in un ambiente che non si conosce,
ci si può trovare il percorso sbarrato da ostacoli imprevisti, si può
rischiare di essere travolti da altre persone in fuga, o essere colpiti e feriti
da oggetti che cadono e, se ci si trova ai piani alti, comunque non arrivare
all’esterno e rischiare di essere coinvolti nel crollo delle scale
o trovarsi in un’ area dell’ edificio, dove più difficilmente si
troverà soccorso. E’ chiaro che nell’impossibilità di analizzare tutte le
situazioni, e riconoscendo che ci sono pericoli
sia per chi abbandona l’ edificio che per chi
vi resta, il nostro scopo è
di analizzare “adesso” a mente fredda alcune possibilità ed i consigli di
comportamento. Una
preghiera. Ripetiamo
ancora la cosa principale,
FONDAMENTALE: essendo cristiani vogliamo ricordare che , se da una parte
abbiamo l’assoluta responsabilità di fare attenzione, per noi e per
gli altri, alla vita che il Signore ci ha dato,
dobbiamo ricordarci anche che non siamo
padroni neppure di un respiro che facciamo. Non sappiamo né quando, né come il
Signore ci chiamerà a sé, e quindi benché utile e necessario darsi da fare e
prevenire o limitare i danni, quello che dobbiamo e vogliamo ricordare a tutti
è : “PREPARATI… AD
INCONTRARE IL TUO DIO” (Amos
4:12)
Come? Riconoscendo il nostro
stato di peccatori e accettando il Signore Gesù quale unico Signore e
Salvatore, morto in croce per i nostri peccati .
Nei momenti di paura è facile tirare in ballo Dio, o per accusarlo dei
guai che ci succedono, o per supplicarlo di salvarci: ma adesso, oggi, ora che
stai bene, lo stai pregando, lo stai ringraziando per tutto ciò che ti dona? Il Signore ci esorta nella sua Parola a cercarlo: “ Oggi se udite la sua voce, non indurite il
cuore” ( Eb:3:15) ed ancora :
“Cercate l’Eterno finché lo si può trovare”. (Isaia:55:6) Quando
è meglio
uscire Uscire
all’esterno SOLO se la porta è
molto vicina e immette direttamente all’esterno, in uno spazio aperto. Una
casa di campagna, una villetta , una palazzina prospiciente una piazza o un
giardino, si possono
abbandonare con più
tranquillità, ma non sono certo abitazioni molto frequenti in città.
In ogni caso: NON
USARE LE SCALE ( HANNO
UNA MINORE RESISTENZA STRUTTURALE, E SPESSO SONO LE PRIME A CROLLARE)
NON USARE GLI ASCENSORI (
SI BLOCCANO PER MANCANZA DI CORRENTE E DIVENTANO TRAPPOLE MORTALI)
NON ANDARE SU TERRAZZINI E BALCONI
NON
METTERSI VICINI ALLE FINESTRE, ALLE VETRATE (ROMPENDOSI
POSSONO CAUSARE GRAVISSIME FERITE) In
che modo proteggersi se si resta in casa In
tutti i casi nei quali E ‘ MEGLIO
NON USCIRE, bisogna in pochi secondi mettere in atto una strategia protettiva,
ricordando innanzi tutto che bisogna stare alla larga da: scaffalature, mobili,
oggetti pesanti che possono cadere - lampadari , vetrate, specchiere, che
possono frantumarsi - fili
elettrici che possono causare folgorazioni
. E’
utile ripararsi sotto il tavolo, la scrivania,
il letto, se sufficientemente grandi e solidi, in posizione raccolta ,
proteggendo almeno il capo, con
coperte e cuscini, lasciando ampio spazio per respirare. Si evita così di
restare colpiti da calcinacci od oggetti, che dovessero cadere. Uscire
quando le scosse forti sono terminate, tenendo i cuscini con sé e facendo attenzione a dove si cammina: il pavimento può
essere cosparso di vetri , in mezzo ai calcinacci ci possono essere fili della
corrente scoperti ed altri pericoli Fino
qui abbiamo sempre considerato che la persona in pericolo, sia SOLA ed AUTONOMA:
ovviamente tutto è molto più
complesso, se vi sono problemi legati all’età, ad una situazione di disagio
fisico o di handicap, se vi sono
bambini nel locale , se è notte, o
se qualunque
situazione disagevole si aggiunge al già
difficile momento. Esamineremo poi in altro momento le situazioni più
difficili. All’aperto Se
ci si trova all’aperto, ma vicino ad abitazioni o a qualunque genere di
costruzione, spostarsi nella zona più aperta possibile: in caso di sisma, non
soltanto i cornicioni, ed i balconi, possono crollare, ma possono essere un
pericolo le tegole, le insegne dei negozi, i cartelloni stradali,
i monumenti, i campanili, le grondaie,
le cancellate, le linee elettriche, i pali, i tralicci e gli alberi. E'
bene, ripetiamo, raggiungere rapidamente un luogo molto aperto o
ripararsi sotto l'architrave di un portone. La struttura portante di una
casa è la parte più solida. Se
si è al volante di
un auto, il sisma può far sbandare il veicolo; bisogna fermarsi al più presto,
fuori strada o sul bordo, per non intralciare gli eventuali e successivi
soccorsi (e per non essere travolto) ma non fermarsi mai sopra o sotto ponti,
cavalcavia, ciminiere, edifici, scarpate
ecc. Particolare
attenzione va fatta in montagna
( slavine, valanghe, frane) ed al mare, dove un
maremoto, può seguire un terremoto, e dove comunque il formarsi di
qualche “onda anomala” che raggiunge rapidamente l’altezza di parecchi
metri , è la facile conseguenza di un sisma. E’ bene allontanarsi
rapidamente dalla costa, perché le
gigantesche onde anomale, sono molto
veloci. I
LUOGHI PUBBLICI
A
scuola I
comportamenti corretti da tenere negli edifici pubblici,
si rifanno solitamente a ciò che già esposto nelle situazioni al
chiuso. Il
problema si fa MAGGIORE, dato l'elevato numero di presenze e l’età dei
soggetti. E’ sconsigliata una precipitosa fuga verso l'esterno, che accresce i
rischi invece di ridurli. Una folla in movimento, se non
calma, preparata e molto ben coordinata, viene facilmente presa dal
panico e può fare più danni del
terremoto stesso. Normalmente
le scolaresche si trovano nell’aula, quindi conviene ripararsi sotto i banchi o addossarsi alle pareti
(possibilmente- come in ogni caso - sotto le travi ma lontani dalle finestre ).
Se in palestra o in cortile, nei laboratori ecc. la
ampiezza del locale o gli
spazi all’aperto, offriranno altro genere di riparo o protezione. La
scuola deve essere evacuata solo al termine delle scosse. Esistono dei piani di
evacuazione, il personale segue abitualmente dei corsi di preparazione ed
aggiornamento sulle emergenze, è bene avere due incaricati per ogni tipo di
emergenza, per assicurare continuità e capacità di dirigere le operazioni di
sgombero. In
questi frangenti è fondamentale il comportamento di direttori didattici ed
insegnanti, che devono avere le idee chiare e trasmettere un senso di sicurezza Sono
fondamentali
anche le esercitazioni, cioè le simulazioni di esodo dalla scuola per abituare
i ragazzi a tenere comportamenti idonei all’emergenza, e per individuare e correggere,
eventuali errori. Negli
edifici pubblici Negli
edifici destinati al pubblico, le norme in vigore, prevedono l'esistenza di
uscite e percorsi di sicurezza. Vi
sono però numerosi edifici che per età e/o
a causa del loro valore storico, non
sono completamente adeguabili
a queste norme di sicurezza. Entrando in un qualsiasi locale pubblico, è bene adocchiare le uscite di emergenza, ed in casi dubbi,
verificare che non siano bloccate od ostruite da qualsiasi ostacolo, interno o
esterno. Gli
edifici pubblici, di fronte a qualunque situazione di grave ed improvvisa emergenza, sono i luoghi in generale più
a rischio, perché le persone non
conoscono bene l’ambiente dove si trovano, non conoscono gli altri
frequentatori e quindi anche eventuali scambi di informazioni, sono trasmesse o
recepite in maniera errata, vi può
essere un eccessivo affollamento. La mancanza di indicazioni, il trovarsi in un
ambiente estraneo, sono fattori che favoriscono l’insorgenza del panico. In
queste circostanze può essere particolarmente significativa la presenza
dell’esperto, di colui che rappresenta l’autorità. Un buon conduttore che sa trasmettere calma e fiducia può
essere fondamentale, infatti i frequentatori occasionali dell’ufficio, della
struttura pubblica in questione, non sanno, non possono e non osano prendere
iniziative e sentono il bisogno di un aiuto, di una “autorità”, dalla quale
si attendono la soluzione di tutti i problemi. Possono
essere oggettive ( 1) la
struttura particolare dell’edificio, ad esempio un grattacielo – 2)
l’affollamento, ad esempio uno stadio gremito-
3) un elemento conseguente,
come un allagamento od un
incendio conseguente al terremoto,4) le condizioni climatiche, ecc) oppure
soggettive ( legate a sé o alle persone di cui si è responsabili : ad
esempio situazioni personali di malattia, infermità, ecc) Non è la stessa cosa
essere in casa da soli su una sedia
a rotelle, magari al terzo piano, o essere al piano terra di una villetta con
giardino e godere ottima salute e fisico atletico Non è la stessa cosa trovarsi
da soli o con un altro adulto responsabile, o essere in un ambiente che non si
conosce, magari con tre bambini piccoli con sé. Non è la stessa cosa trovarsi da soli in un ambiente rimasto
relativamente integro, oppure sapere per certo che una o più persone, si
trovano all’interno di un locale lesionato o pericolante. Le
differenze sono notevoli e le
combinazioni infinite: per questo bisogna prepararsi con scrupolo e umiltà, e
poi affidarsi a Colui che può proteggerci. Gesù stesso, parlando ai suoi
discepoli dei “ dolori” della
fine dei tempi, disse : “E pregate che la vostra fuga non avvenga
d’inverno, nè di sabato…” (
Matteo 24 :20) Per
prima cosa ricordare che potrebbero esserci altre scosse, e quindi
usare precauzione nell’avvicinarsi a cose che potrebbero caderci
addosso. Attenzione a dove si cammina, non sempre le lesioni gravi si vedono
subito. Cosa
fare dopo la scossa
Dopo
la scossa, o le scosse, quando sembra che le cose ritornino alla stabilità
si presentano numerosi problemi: mettersi
in posizione più sicura per affrontare altre possibili
“scosse di assestamento” , aiutare chi ha bisogno ecc. Ammettendo
di essere stati colti dal sisma all'interno di un edificio e che questo sia
rimasto lesionato sarà necessario uscirne. Anche
questa operazione dovrà essere fatta con la massima calma non essendo priva di
pericoli Prima
di uscire per salvaguardare la propria e l'altrui abitazione è necessario:
|
NO
alle automobili
-
E
ASSOLUTAMENTE da scartare il
pensiero di usare l’automobile: spesso le strade non sono percorribili,
sono ingombre nel migliore dei casi dalle auto che erano state lasciate
in sosta e che hanno subito qualche spostamento
o da detriti di ogni genere, possono esserci inoltre lesioni gravi,
buche, tombini saltati; non sempre appaiono subito in superficie i danni
sottostanti la coltre d’asfalto che copre canalizzazioni fognarie, condutture,
ecc.
In
ogni caso le strade DEVONO essere
lasciate libere per i soccorsi, si aggiungerebbe solo caos a caos nelle
strade e panico ed angoscia negli
automobilisti rimasti bloccati, e nell’impossibilità di raggiungere
la meta prefissata. Vi è anche un
aumento considerevole di rischio: se intrappolati in macchina in aree densamente
edificate, si è sicuramente esposti
alla caduta di cornicioni, tegole, pali e quant’altro possa crollare in strada
o direttamente sull’auto.
Gli
ingorghi cittadini sono una realtà
quasi quotidiana per ogni
automobilista , caos che peggiora in pochi istanti a causa di un improvviso
acquazzone, o del “furbo” che volendo passare a tutti i costi, finisce per
intralciare tutti, o qualche auto mal posteggiata
che rallenta il traffico e blocca il passaggio degli automezzi più
grossi, o di qualche seppur lieve incidente che ci fa stare in coda da qualche
minuto a delle ore. Se al traffico normale, si aggiunge altro traffico ed a
tutto questo si aggiunge il PANICO è facile intuire
le terribili conseguenze.
Meglio
andare a piedi, ma con una meta precisa: se cerchiamo qualcuno, forse
l’altra persona sta facendo la stessa cosa e si può rischiare di non
incontrarsi. Per questo motivo si suggerisce di avere già stabilito un
punto
d’incontro vicino e raggiungibile
a piedi, anche se neppure così si
può essere certi di trovarsi, perché sia
il terremoto, che altre calamità, possono coglierci in punti lontani, o
arrecare danni proprio alla zona che noi volevamo raggiungere e che ritenevamo
sicura.
Uso
responsabile del telefono.
Va
usato
solo
per chiamate di emergenza. Tutti vorrebbero comunicare, ma spesso le linee
funzionano poco e male, e sono già intasate dalle emergenze.
Attenzione
agli animali
Solitamente avvertono l’arrivo del terremoto prima di noi, teneteli
d’occhi se vi sembrano “strani”.
Anche dopo le scosse possono
essere particolarmente nervosi e diventare aggressivi : fate attenzione,
lasciateli in una zona sicura, ma chiusa affinché non nuocciano ad altre
persone. Se ci si deve allontanare, lasciargli una scorta
d’acqua.
Anche
se non ci sono danni apparenti
è bene agire con cautela, controllare con cura gli armadi, i prodotti
infiammabili, non accendere luci o fuochi finché non c’è l’assoluta
sicurezza che non ci siano state fughe di gas o rotture nelle
tubazioni.Qualsiasi guasto va segnalata all’ente competente, anche le
fognature potrebbero avere subito danni.Se c’è acqua sul pavimento, o se
ci sono altre anomalie, meglio chiamare un esperto.
Nessuno
può predire sicuramente se ci saranno o no altre scosse, o cosa succederà,
quindi è inutile e controproducente interpellare continuamente le autorità su
questo argomento… meglio chiedere come essere utili e dare una mano.
Prestare il primo soccorso è umano e doveroso: ma non spostate le persone ferite a meno che non ci sia un ulteriore pericolo incombente. Meglio aspettare i soccorsi, non agite d’impulso: si possono fare più danni di quanti si vorrebbero evitare. Dopo aver chiamato soccorso, stare vicino alle persone che non possono muoversi, incoraggiandole, rincuorandole, non somministrare medicine o alcolici. La presenza e la solidarietà, sono fondamentali.
I - Impercettibile = E' rilevata solo dagli strumenti sismici
II
- Molto lieve = E'
avvertita, quasi esclusivamente negli ultimi piani delle case, da singole
persone particolarmente sensibili, ed in condizioni di silenzio e tranquillità
III
- Lieve = Solo
alcune persone nelle case avvertono
vibrazioni simili a quelle prodotte da un mezzo leggero, sovente non è
percepita come scossa
IV
- Moderata = E'
avvertita da molte persone nell'interno delle case, e da alcune all'aperto;
vibrazioni simili a quelle prodotte da un pesante autotreno. Si ha lieve
tremolio di suppellettili e oggetti sospesi, tintinnio di vetri
V
- Abbastanza forte = Percepito
quasi da tutti; spesso chi dormiva si sveglia all’improvviso; possono cadere
oggetti instabili, soprammobili leggeri, si spostano leggermente alcuni quadri
alle pareti, si può notare irregolarità
nel moto dei pendoli degli orologi, scricchiolio di mobili, sbattere di porte e
finestre
VI
- Forte = E'
avvertita da tutti con apprensione; i libri cadono dagli scaffali
ed i quadri si staccano dal muro, c’è spostamento di mobili e oggetti
vari; possono apparire crepe negli
intonaci di alcune case ed avere anche danni più evidenti in quelle mal
costruite o vecchie
VII
- Molto forte = E’ avvertita da tutti anche da chi è in automobile.
Genera panico, vi è difficoltà a mantenere la posizione eretta;
cadono suppellettili anche pesanti; suonano le campane ; l'acqua di
stagni e canali si agita e si intorbida di fango, lievi incrinature nelle pareti
e danni moderati in case solide, rottura di comignoli con caduta di pietre e
tegole, parziale slittamento della copertura dei tetti; crollo di edifici
costruiti male, vecchi o già lesionati.
VIII
- DISTRUTTIVA =
Disturba la guida di autoveicoli; statue e sculture si spostano; cadono e si
spostano di alcuni metri anche i
mobili più pesanti e solidi , gravi distruzioni a circa il 25% degli edifici,
caduta di ciminiere, campanili colonne, cancellate e muri di cinta; lievi
fessure nei terreni bagnati o in pendio;
IX
- Fortemente distruttiva = Provoca
distruzioni e gravi danni a circa il 50% degli edifici;
X
- Rovinosa = La
maggior parte delle opere in muratura è fortemente
lesionata o distrutta, compresi gli
edifici antisismici; le rotaie di
treni e tram subiscono deformazioni; le condutture
dell’acqua si spezzano; si producono frane, rotture e ondulazioni nel cemento
e nell'asfalto
XI
- Catastrofica = Distruzione
generale di edifici , ponti e relativi pilastri; si producono cambiamenti notevoli del terreno e numerose
frane
XII
- Totalmente Catastrofica = Ogni
edificio e struttura costruita dall'uomo viene distrutta. Si producono grandi
trasformazioni topografiche, deviazione di fiumi, scomparsa di laghi ecc.
Gradi scala Mercalli
|
Gradi
scala Richter
|
|
0 |
1,0 |
|
1 |
2,0 |
|
2 |
2,5 |
|
3 |
3,0 |
|
4 |
3,5 |
|
5 |
4,0 |
|
6 |
4,5 |
|
7 |
5,0 |
|
8 |
5,5 |
|
9 |
6,0 |
|
10 |
6,5 |
|
11 |
7,0 |
|
12 |
7,5 |
|
Inviare a
postmaster@utilecomune.com un messaggio
di posta elettronica contenente domande o commenti su questo sito Web.
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